Anatocismo, usura bancaria? No grazie!

In merito ad anatocismo e usura bancaria abbiamo intervistato l'avvocato Massimo Colangelo che ci ha spiegato in modo preciso e semplice questa complicata materia.

Avvocato Colangelo si può ancora parlare di anatocismo?

Il problema dell'anatocismo bancario è ormai superato perchè si riferisce prevalentemente al periodo antecedente l'anno 2000, dopo quell'anno una circolare dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha fatto si che tutte le banche si allineassero per non applicare più tassi anatocistici.

Per l'anatocismo la prescrizione è decennale dalla data delle singole operazioni quindi tutte le istanze in tal senso sono ormai inesigibili per lo scadere dei termini. Al contrario dell'usura ove invece la decorrenza della scedenza decennale parta dalla data di chiusura del conto corrente.

In merito invece all'usura bancaria cosa ci può dire?

L'usura bancaria è una fattispecie normativa introdotta dall’Art. 644 del Codice penale italiano ed è stata riformulata dalla Legge n. 108 del 7 marzo 1996, che ha apportato profonde innovazioni e modifiche in materia di usura nell'ordinamento giuridico dell'Italia. Tutta la normativa in materia d’usura è volta sostanzialmente a sanzionare la condotta di chi (banche ed operatori finanziari), a fronte di operazioni di erogazione di credito, applichi "commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e [...] spese, escluse quelle per le imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito" (Art. 1 L. 108/96) superiori al limite determinato dall’Art 2 della L. 108/96 c.d. tasso soglia d’usura.

L'usura bancaria in genere dove si può "trovare"?

L’ ambito principale di operatività della disciplina è costituito dai conti correnti, dai mutui e da altre operazioni di finanziamento e credito. L'intervento del legislatore in materia, ha contribuito ad ampliare, in maniera notevole, l’ambito di applicazione del reato di usura, e conseguentemente l’area di tutela offerta dalla norma, che non è più relegata ad operare esclusivamente nei casi in cui sussista lo "stato di bisogno" del quale taluno abbia "approfittato" conseguendo vantaggi per sé o per altri, ma opera anche ogni qual volta il limite del c.d. tasso soglia d'usura venga superato.

Come si determina questo limite?

La determinazione di tale limite viene determinato dal Legislatore (art. 2 L. 108/96), con il T.E.G. (Tasso Effettivo Globale) rilevato trimestralmente dalla Banca D'Italia, e pubblicato trimestralmente sulla Gazzetta Ufficiale, aumentato del suo 50%. Con la precisazione, tuttavia, che il tasso di soglia per l'usura è più facile da superare tanto più elevata la somma chiesta a mutuo e che ovviamente anche la somma che può essere richiesta indietro varia, tanto più elevato è il tasso usurario applicato e tanto più lungo è il lasso di tempo decorrente tra l'apertura e chiusura di un conto corrente.

Quanto si potrebbe arrivare a pagare?

Mediamente per un periodo di una decina d'anni per ogni conto corrente aperto in caso di sconfino o mutuo, una piccola/media azienda, in caso di usura accertata per tutti trimestri, può recuperare circa Euro 50/80.000,00 (le cifre indicate sono solo vagamente indicative e dipendono da un valore scaturito dalla mia esperienza personale, rispetto ai casi da me trattati e quindi prive di un supporto statistico adeguato).Va detto che in base alla recente giurisprudenza della Cassazione civile, sez. I, 09/01/2013, n. 350 2013 nel calcolo del tasso usurario, si sommano gli interessi di contratto a quelli di mora, oltre alle commissioni di massimo scoperto e i giorni valuta (e per il passato, ovvero usualmente prima dell'anno 2000, anche l'anatocismo), quindi la conseguenza di tale violazione, comporta secondo alcune sentenze l'annullamento assoluto di tutti gli interessi applicati, secondo altre (che sono leggermente in minoranza), solo quelli riferiti ai singoli trimestri ultra soglia. Ora se si fa la somma degli interessi di contratto a quelli di mora, (questi ultimi anche se non applicati), vi è quasi sempre usura e quindi si può trattare con le banche in fase stragiudiziale o in difetto di accordo si prosegue in sede giudiziale.

Come si può agire?

Si può agire sia in sede penale, sia in sede civile, ma in quest'ultimo caso tentando prima la strada della mediazione obbligatoria. Di seguito si riporta un riepilogo delle principali norme che regolano l’usura e in sintesi la sentenza più significativa e recente che determina esattamente cosa è l’usura e quali gli effetti.

Testi di riferimento

Art. 1. Testo del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 394  coordinato con la legge di conversione 28 febbraio 2001, n. 24 recante: "Interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108, concernente disposizioni in materia di usura".

“1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 644 del codice penale e dell'articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.”

Art. 644 del codice penale:

"Art. 644 (Usura). - Chiunque, fuori dei casi previsti dall'art. 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sè o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari [c.c. 1448, 1815], è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire sei milioni a lire trenta milioni.

Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dal primo comma, procura a taluno una somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso usurario [c.p. 649].

La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.

Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.

Le pene per i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà:

1) se il colpevole ha agito nell'esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare;

2) se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari;

3) se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno;

4) se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale;

5) se il reato è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui e' cessata l'esecuzione.

Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni.

Art. 1815 secondo comma del codice civile:

“Se sono convenuti interessi usurai [c.p. 644, 649], la clausola e' nulla e non sono dovuti interessi [c.c. 1339, 1419].”

- Si riporta il testo dell'art. 2, comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108 (Disposizioni in materia di usura):

"2. La classificazione delle operazioni per categorie omogenee, tenuto conto della natura, dell'oggetto, dell'importo, della durata, dei rischi e delle garanzie è effettuata annualmente con decreto del Ministro del tesoro, sentiti la Banca d'Italia e l'Ufficio italiano dei cambi e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale".

Quindi in sintesi come anche stabilito dalla Cassazione civile, sez. I, 09/01/2013, n. 350 2013 “Ai fini dell'applicazione dell'art. 644 c.p., e dell'art. 1815 c.c., co. 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo” e nel momento in cui la soglia di usura viene superata, abbiamo come conseguenza la nullità del contratto di riferimento e quindi l’illiceità della causa. A tal proposito la stessa Cassazione 350/2013 ha statuito che “la nullità delle clausole che prevedono un tasso d'interesse usurario è rilevabile anche di ufficio”.

Infine va rilevato che i garanti dell’obbligato principale, qualora venisse stabilito da una CTU che il tasso applicato per le somme prese a prestito dalle banche rientri tra quelli usurari, quest’ultimo non dovrebbe più rispondere di nulla, la giurisprudenza su questo punto è divisa tra chi accetta questa interpretazione e chi invece ritiene che il garante risponda comunque, per gli importi non inficiati da usura.

---
Intervista all'Avv. Colangelo by: Marina Galatioto

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioni Chiudi